Conclusa la settima edizione del festival cinematografico parigino

‘CINEMEMOIRE’: STORIA, MEMORIA E CLASSICI

Un Losey ritrovato, la retrospettiva su Paul Muni e i nuovi restauri della

Cinémathèque

di Anna Savelli


E’ giunto quest’anno alla settima edizione il festival cinematografico
parigino "Cinémémoire": l’insegna azzurra al 42 di Boulevard Bonne
Nouvelle dice ‘Cinémathèque Française’ e l’invito non è di quelli che
si rifiutano tanto facilmente...perché chi tra i cinefili non ha mitizzato
almeno un po' questo nome, insieme a quello del suo fondatore Henry
Langlois?
E qui sembra di essere proprio nel cuore del cinema, all’interno di uno
di quei circuiti (in Italia Le Giornate del Cinema Muto di Pordenone o
Il Cinema Ritrovato di Bologna) grazie ai quali è possibile ammirare
opere che rischiavano di andare perdute per sempre e che vengono
invece restituite al loro ambiente naturale: le sale cinematografiche
ed il pubblico.
Non più solo conservare e restaurare ma anche mostrare....

Dal 1991 Cinémémoire rappresenta un notevole appuntamento per la
riscoperta del patrimonio cinematografico, ma era giusto - come hanno
sottolineato Jean Saint-Geours e Dominique Païni, rispettivamente
presidente e direttore della Cinémathèque - aprirsi a nuovi orizzonti e
nuove prospettive.
E’ così che quest’edizione è risultata nuova per diversi aspetti, primo
fra tutti la dimensione europea grazie alle collaborazioni con gli archivi
europei e la proposta dei loro più recenti restauri.
Una consistente sezione è stata rappresentata infatti dall’omaggio alla
città di Amsterdam dal titolo "Amsterdam, un siècle d’images 1896-
1987", presso la Vidéothèque di Parigi: immagini "cartolina" della città
che mostrano i canali o l’incoronazione della regina Willelmina (1898).
Il materiale, girato dalla British Mutoscope & Biograph Company in
68mm. a partire dal 1897 è stato recentemente restaurato dal
Nederlands Filmmuseum di Amsterdam
Altra notevole collaborazione quella con la Cinémathèque Royale de
Belgique che ha proposto un interessante programma su Ivan Mosjoukine

Il programma del Cinémémoire ha offerto un’ampia scelta di rarità:
prima fra tutte la scoperta della Cinémathèque del film - considerato
perduto - di Joseph Losey Stranger on the Prowl, del 1952 che ha fornito
l’occasione per un retrospettiva su uno degli interpreti, il dimenticato at-
tore Paul Muni che lavorò, fra gli altri, con William Dieterle (ottenendo un
Oscar per The Story of Louis Pasteur , 1936 ) e con Howard Hawks in
Scarface, the Shame of a Nation del 1932.
Tra le tante chicche cinematografiche proposte dal Cinémémoire, segna-
liamo in particolare il recupero del colore originario per La Chute de la
maison Usher di Jean Epstein
(1928) e per Nosferatu, eine Sym-
phonie des Grauens
di F.W.Murnau (1921); il restauro de La Grande
Illusion
(1937) di Jean Renoir, di Journal d’un curé de campagne
di Robert Bresson (1950) e di La Malibran di Sacha Guitry (1944).

EXIT