I titoli di coda

Di Gabriele La Rovere larovere@pe.abol.it


Pubblicato su INTERCITY
quindicinale di appuntamenti culturali e di spettacolo dell'area Chieti-Pescara




Un lettore ha formulato questo interrogativo:

Vado al cinema da sempre, mi piace conoscere le locations e gli autori delle musiche;
per questo leggo attentamente i titoli di coda fino alla fine.
Mi disturbano non poco quelli tra il pubblico che, appena accese le luci, si alzano e,
chiacchierando tranquillamente, si frappongono tra me e lo schermo.
Ma non solo! Ultimamente alla Multisala Massimo, in occasione della proiezione di
“Mars Attack” e, con mio sommo dispiacere, anche al cinema Asterope per
“La seduzione del male”, sono stati tagliati i titoli di coda.
Possono farlo? E, soprattutto, fa bene al cinema?
Fabio Di Iorio, Chieti


Abbiamo interpellato alcune associazioni (delle quali integralmente riportiamo risposta)
che operano in ambito cinematografico, chiedendo loro se esiste una legge o un rego-
lamento che tuteli i titoli di coda di un film.
Invitiamo tutti i lettori a comunicarci eventuali fatti analoghi a quelli segnalati dall'amico
Fabio, o altri disservizi e perchÈ no, anche complimenti a gestori che fanno della loro
attivitý, non solo un lavoro ma un evento culturale.
Che dite? Difficile crederci, vero?

“Esiste come sai il diritto d’autore, appellandosi ad esso si potrebbe chiedere la proie-
zione completa della pellicola compreso i titoli di coda”

Massimo Palazzeschi , BITSPETTACOLO (sito internet).

“Purtroppo la maleducazione cinematografica impera nel nostro paese.
Non possono assolutamente farlo, ma come impedirglielo?”

Maurizio Imbriale, TEMPI MODERNI ( sito internet).

“Purtroppo non esistono leggi specifiche relative al problema posto dal tuo lettore.
Non ci resta che invocare la buona educazione e il rispetto degli altri”

ENTE DELLO SPETTACOLO (sito internet)

Inoltre la segreteria ANICA di Roma, sostiene che: non esiste nessuna legge in merito,
se non regolamenti a carattere contrattuale tra il distributore e l’esercente, il che fareb-
be pensare a: distributori diversi... regolamenti diversi!
Boh!

Ed ora il meglio! Sia L’AGIS di Roma, di Firenze, che quella di Pescara, contattate
telefonicamente, hanno detto che non ne sanno niente e che comunque non è una loro
competenza. Evviva!

Infine siamo in attesa di risposta dalla segreteria dell’onorevole Walter Veltroni,
dall’ANAC, dalla rivista CINEFORUM,
dal CENTRO SPERIMENTALE DI CINEMATOGRAFIA, e dalla la rivista CIAK,
tutti contattati via internet (tranne l’Anac).

Come Fabio mi capita spesso di veder tagliati i titoli di coda.
E cosa dire poi delle scuse accampate dai gestori delle locali sale cinematografiche?
Qualcuno si è scusato perché in ritardo con i tempi; altri hanno persino messo in dubbio
che ciò fosse potuto accadere!
Spettatori visionari? No di certo.
Pignoli forse, ma certamente interessati al Cinema e alla sua qualità.
Non è questo che dovrebbero augurarsi i gestori delle sale o probabilmente la qualità
della platea, loro non interessa?
Antonella, Guardiagrele

Anche l'AGIS, comunque, ci ha confermato che non dovrebbe esistere nessun regola-
mento o circolare che imponga la proiezione fino al termine dei titoli di coda.
Si tratta quindi di una pura e semplice questione di decenza, purtroppo molto spesso
ignorata.
Carlo Cimmino, REVISION (sito internet)

IN ALCUNI CINEMA SI FA IL CAFFÉ DA SCHIFO,

Ritengo che i titoli di coda di un buon film siano paragonabili ad un caffé dopo una buona cena.
Un caffé pessimo rovina una buona cena, così come i titoli interrotti rovinano un buon film.
C’é a chi dei titoli non frega niente così come, c’é a chi il caffe non piace.
Al ristorante non si fa il caffé pessimo perché a taluno non piace, ma lo si fa buono perché a qualcuno piace.
Così i titoli di coda di un film, vanno mandati per intero non perché a tanti non interessano,
ma perché a pochi interessano… ma che volete farci, il cinema somiglia sempre più alla televisione e, alla televisione il caffé fa schifo!
Gabriele La Rovere