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Racconti - 25/12/2011

Racconto strambo di Natale



Un Natale malinconico, troppo freddo e poco illuminato si annunciava nelle vie rumorose del centro di una grande citt. La gente si accalcava, cercando di accaparrarsi le provviste per un periodo che si intravedeva lungo e penoso; qualcuno frugava nelle rimanenze a basso prezzo; altri strappavano dalle mani dei pi deboli quanto non avrebbero potuto acquistare, eppure desideravano ardentemente; altri infine rinunciarono quasi subito.

Il tempo correva verso la notte, lumidit lasciava infreddoliti nelle misere vesti i pi, mentre la scarsa illuminazione delle vie, un tempo eleganti, diffondeva il sospetto,

La gente era nervosa, delusa, rabbiosa, sfiduciata e cera unaria malsana ad affaticare il respiro.

Ad un certo punto si sentirono grida e un frastuono. Cos serpeggi la pauragli addetti alla sicurezza fecero finta di nulla e si allontanarono fingendo unemergenza maggiore se possibile, altri si strinsero nei loro cappotti e si attaccarono alle proprie borse come allo scoglio i molluschi.

Si distanziarono gli uni dagli altri e il terrore li blocc in un irrigidimento innaturale che lasciava presagire il peggio.

Passarono alcuni minuti che parvero anni. Poi, dun tratto, come nelle rivoluzioni, un fruscio divenne un frastuono e il mondo sembr rovesciarsi.

Qualcuno si accorse che le grida erano risa fragorose, la confusione giochi di bimbi. Al centro della piazza enorme, un po vuota, dove il giardino quellanno era rimasto sguarnito, una bambina nera dalle treccine inanellate con fiocchetti colorati rincorreva un bambino, comunicando in una lingua sconosciuta. Un alfabeto che tuttora non ha nome era nato dalla voglia di ascoltarsi, dallurgenza dellamore, dal coraggio della determinazione di due vite che si incontrano.

I due bambini sembravano appartenere a due mondi lontani anni luce e probabilmente cos era ma avevano una nota comune: erano interamente vestiti di bianco.

Fu cos che mille occhi si accesero come fiammelle intorno al loro gioco. Ad un certo punto i due teneri cuccioli si presero per mano e si baciarono.

Dimprovviso il caos dei colori e dei rumori si plac.

La citt divenne interamente bianca, soffice, leggera. Tutti cominciarono a piangere per la commozione e forse lintontimento se non lo spaventoerano lacrime dolci, cristalli di zucchero ad annunciare un Bianco Natale, che odorava di fresco e di pulito.


Autore: Ilaria Guidantoni -
Fonti: http://www.ilariaguidantoni.com/ -
http://www.ilariaguidantoni.com/
Inserimento del 23/12/2011

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