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teatro

- Rapolano, Teatro del Popolo - 13/02/1998

'BIGNAMI' CINQUANT'ANNI DI STORIA SLEALMENTE ACCADUTA

Anteprima del nuovo spettacolo teatrale di Anna Meacci INTERVISTA A A

di Anna Savelli

Per prima aveva esternato in TV ci che, probabilmente, tutto il globo terracqueo pensava "... ma quant' brutta la figliola di Clinton?!".
Dalla formazione fiorentina al Teatro dell'Oriolo e al Laboratorio Nove, all'ampia e composita attivit teatrale, dal cinema con "Caino e Caino" di Alessandro Benvenuti, fino alle partecipazioni televisive ad 'Avanzi presenta Tunnel' e al 'Pippo Chennedy Show'.
Anna Meacci con questa nuova produzione (anteprima in cartellone il 13 febbraio, nella stagione "Il teatro che amo" del Teatro del Popolo di Rapolano) torna alle origini, alle sue origini:
al teatro, in primo luogo, e al piccolo centro toscano di Sinalunga in cui cresciuta.
"Mi sembra fondamentale riconsiderare l'importanza della provincia - afferma l'attrice toscana -. E' qui che i teatri sono pi numerosi ed il pubblico pi curioso e attento".

Durante le prove del nuovo spettacolo 'Bignami, cinquant'anni di storia slealmente accaduta', Anna Meacci ne racconta la nascita, facendo emergere dalle pieghe del racconto anche un po' di se stessa:
"E' ancora un work in progress..., ho l'abitudine di 'rodare' un testo nuovo per almeno due mesi prima di portarlo in scena con una 'prima' vera e propria. E nel tempo lo spettacolo cambia, tanti elementi si limano e si perfezionano, anche perch l'argomento, cos legato alla memoria storica del nostro paese, non dei pi semplici da affrontare".

Lo spettacolo un viaggio a ritroso nelle curve e nelle accelerazioni della storia d'Italia, dalla vittoria dell'Ulivo nel 1996 in gi, una corsa scanzonata ma anche inquieta tra bombe, servizi segreti, veglioni mascherati e campeggi...
"Una storia locale che si intreccia con quella con la 'S' maiuscola, quella nazionale. Certo, Sinalunga solo la metafora di questo intersecarsi ed il tentativo quello di affrontare alcuni temi partendo da come sono stati vissuti in un piccolo centro.
Una quotidianit provinciale in cui non accade quasi niente, dove per si vivono indirettamente i grandi avvenimenti della storia.
E Sinalunga, come altre piccole citt, a volte ne stata solo sfiorata, altre ne stata vittima, altre - addirittura - protagonista: basti pensare al 1867, quando Garibaldi venne arrestato proprio a Sinalunga.
Non vorrei che si pensasse che io intenda far diventare Sinalunga l'ombelico del mondo... per carit! Il fatto che qualunque angolo d'Italia, anche il pi innocente e appartato, qualche legame con stragi, omicidi, mafia, massoneria e attentati, ce l'ha...".

Ed anche il titolo dello spettacolo rievoca ironicamente quel correre a perdifiato lungo date, personaggi, uomini, fatti, trame politiche e letterarie - e a volte dov' la differenza? - , quelle scivolate, preferibilmente notturne, che un po' tutti abbiamo fatto affidando le sorti scolastiche a quei libriccini dimessi e marroncini, carichi dell'incombenza di far da ripieno alla 'mente-raviolo' dello studente lacunoso.
"Ovviamente nello spettacolo non vengono percorsi tutti gli eventi storici... la scelta ancora in fieri - racconta Anna Meacci - ma c' un trait d'union che lega i diversi fatti: il mio babbo, Emiro Meacci, la sua vita e quella della mia famiglia.
Una catena di storie che racconto - senza la presunzione di volerle spiegare - filtrate da una memoria che va e che viene, partendo dalla mia piccola cittadina che diviene cos uno degli infiniti specchi di un'Italia misteriosa e insanguinata...".

Troveremo Anna Meacci sola, sul palco di Rapolano: "E' un monologo, cos anche in scena porto la mia 'singolitudine'!. L'argomento storico potrebbe sembrare di dominio maschile - come era stato detto anche per lo spettacolo dell'anno scorso ' ...Sulla sponda dell'Arno mi sono seduta ed ho pensato a Maastricht', che affrontava temi economici.
Invece, anche 'Bignami', il prodotto di una stretta collaborazione fra donne:da quasi due anni con Dodi Conti avevamo quest'idea di scrivere un lavoro sulla memoria. Ed ora eccoci qua... Dodi ama definirsi 'allenatrice', piuttosto che 'regista' e, come qualsiasi squadra che si rispetti, abbiamo aperto la campagna acquisti.
Cos lo 'straniero' entrato a met campionato a darci manforte Francesco Niccolini".


Fonti: Anna Savelli -
Inserimento del 11/01/2004

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