Daopere Installazioni
Appuntamento data: 19/04/2026, Vorno, Capannori, (LU)
È esplosa la primavera è nel nostro girare in moto, abbiamo colto l'occasione per raggiungere La Tenuta dello Scompiglio, che fino ad ottobre ospita l'istallazione Danse Macabre di Hans Op de Beeck; solo il luogo vale la visita per ammirare una parte della provincia di Lucca meno famosa della città oramai sopraffatta dall'overtourism.
Attraverso una natura e paesaggio che riportano a ritmi tempi perduti si arriva in Via di Vorno, 67 a Vorno frazione di Capannori; ampio parcheggio vicino al ristorante, un percorso pedonale di pochi passi che ti porta al centro espositivo, che comprende un mini teatro per performance ed altro, scendendo le scale la libreria e l'installazione.
Cosa ho visto:
Si passa dalla luce e dai colori in un ambiente buoi monocromatico in bianco e nero, un percorso che tra acqua e fuoco, ti porta a camminare fino intorno alla giostra bianca marmorea, come passare dalla veglia al sogno, con scheletri umani che sulla giostra partecipano alla Danse Macabre.
Accanto una stanza con un filmato di animazione che sembra riprendere il collegamento con il sogno; sogno che ti porta in una dimensione che va al di là della morte.
Rimani incantato dai vetri che riflettono come specchi d'acqua, dalle luci e lo scoppiettio del fuoco nei bidoni, dai personaggi della giostra, gli oggetti e il gioco di luci ed ombre che vanno ben al oltre la scultura.
Bellissimo e imperdibile, vi riportiamo il comunicato stampa e il sito ufficiale dove trovare numerose altre informazioni.
Comunicato:
Il Progetto Dello Scompiglio ideato e diretto dalia regista e artista Cecilia Bertoni, prende vita nella omonima Tenuta, situata alle porte di Lucca, sulle colline di Vorno; una realtà in cui le attività legate alle arti visive e performatiche negli spazi interni ed esterni e il dialogo e le attività con la terra, con il bosco, con la fauna, con l'elemento architettonico contribuiscono a una ricerca di cultura. Ogni scelta relativa al Progetto è perciò valutata
in relazione alla propria sostenibilità ambientale, attraverso forme di interazione e di responsabilità. All'interno della Tenuta Dello Scompiglio, accanto all’Azienda Agricola e alla Cucina Dello Seompiglio, opera l’omonima Associazione Culturale. L'Associazione dal 2007 crea, produce e ospita spettacoli, concerti, mostre, installazioni; realizza residenze di artisti, laboratori, corsi e workshop; organizza e propone itinerari performatici all'aperto, visite guidate, lezioni Metodo Feldenkrais®; gestisce lo Spazio Performatico ed Espositivo (SPE). Una particolare attenzione è dedicata infine alle attività culturali per bambini e ragazzi, con rassegne teatrali, laboratori e campi estivi.
L’Associazione Culturale Dello Scompiglio presenta la mostra personale di Hans Op de Beeck dal titolo Danse Macabre, a cura di Angel Moya Garcia, dall’11 aprile fino al 25 ottobre 2026.
L’artista belga lavora attraverso un’ampia varietà di media e forme, sviluppando nel tempo un corpus di opere versatile che comprende installazioni, sculture, video, testi, disegni, fotografia e dipinti ad acquerello. Nell’ultimo decennio è stato attivo anche nel teatro, nell’opera e nella danza contemporanea come drammaturgo, regista, scenografo e costumista. È noto soprattutto per le sue installazioni monumentali, immersive e sensoriali, articolate in scene enigmatiche, fittizie e congelate nel tempo, che evocano una contemplazione silenziosa o momenti di meraviglia. Il suo lavoro indaga la complessa relazione tra l’essere umano e il mondo che lo circonda, affrontando al contempo interrogativi universali legati all’intelaiatura invisibile dell’essere.
La mostra alla Tenuta Dello Scompiglio si struttura attraverso un’installazione site-specific e un film d’animazione. La prima, dal titolo Danse Macabre, emerge come l’immagine in bianco e nero di un parco notturno, fatto di alberi spogli e specchi d’acqua, attraversato da un percorso che conduce verso una giostra grigia monocroma a grandezza naturale. Questa evocazione di un paesaggio fittizio e privo di colore agisce da “inquadratura di apertura” cinematografica e atmosferica, accessibile a potenziali narrazioni, in cui barili di petrolio diventano focolari, le chiome degli alberi sono spoglie e un sentiero sinuoso ci porta verso l’attrazione abbandonata, immersa in una notte completamente nera.
La giostra convenzionale, così come la conosciamo ancora oggi in molte varianti, è solitamente un oggetto barocco, dai colori accesi, scintillante e kitsch, che evoca nostalgicamente tempi passati, quando aveva ben poca concorrenza da parte delle rumorose e affollate attrazioni esistenti oggi. Nel 1999, all’inizio della sua attività, Op de Beeck aveva realizzato il video Blender, in cui una giostra pomposa e colorata iniziava lentamente a ruotare per poi dissolversi magicamente in un movimento vorticoso indecifrabile, simile a zucchero filato, per fermarsi infine di nuovo. Da allora, la giostra è diventata un tema ricorrente nel suo lavoro, come metafora della condizione umana. L’artista considera la giostra una forma di intrattenimento profondamente umano, in qualche modo tragicomico, ma anche un oggetto piuttosto assurdo in quanto prendiamo i nostri bambini, li mettiamo su dei cavalli di legno e poi li lasciamo girare inutilmente in tondo.
In questi oggetti o costruzioni di svago, che non sono o non sono più in uso, si percepisce una sfumatura malinconica. L’allegria smorzata o svanita conferisce a questi oggetti, concepiti principalmente per stare in movimento e per essere colorati e affollati, una cupezza simile al vuoto che resta dopo una festa. Il colore grigio monocromo conferisce alla giostra un aspetto completamente cristallizzato e inerte, come un fossile fissato nel tempo. Eliminando ogni colore, la giostra viene spogliata dal suo ultimo strato di vitalità, allontanandosi ulteriormente dall’oggetto reale. Quest’opera è una interpretazione scultorea, non un’imitazione. Il grigio opaco soffoca l’immagine, ma al tempo stesso la innalza fino a renderla qualcosa di completamente altro, come un residuo coperto di cenere dopo un grande incendio o un oggetto abbandonato dopo una guerra o una catastrofe nucleare.
Il titolo Danse Macabre fa riferimento alla processione immobile di carrozze, cavalli e oggetti che alludono alla morte, che Op de Beeck ha concepito come una sorta di natura morta ingrandita. La natura morta, come genere storico, è per tradizione un memento mori, un richiamo alla transitorietà e alla relatività delle nostre vite. Sulla giostra trovano spazio un’intera famiglia di scheletri che sembra divertirsi, pile di piatti usati, resti di torte, bottiglie e bicchieri vuoti, posacenere, frutta e simili, che ci ricordano un campo di battaglia ormai abbandonato. Nulla è come sembra in questa giostra apparentemente fossilizzata, dove lo scheletro di una bambina tiene al guinzaglio una foca ruggente, quello di un damerino fuma tranquillamente una sigaretta in carrozza o dove un aeroplanino evoca un bombardiere della Prima guerra mondiale.
Un paesaggio sonoro, composto da Sam Vloemans ed eseguito dall’Hermes Ensemble (B), risuona lontano in tutto l’ambiente e ci richiama verso la seconda parte in cui viene proiettato il film d’animazione Vanishing Point, che completa la mostra. Il titolo si riferisce al punto del piano pittorico di una vista prospettica in cui coppie di linee parallele sembrano convergere. Alla distanza del punto di fuga, non siamo più in grado di percepire la profondità tridimensionale. Op de Beeck utilizza il termine in senso metaforico, come un punto di svolta che ci porta dalla misurabilità e leggibilità fino all’ignoto, l’indecifrabile, l’incomprensibile, oppure dal concreto all’astratto, dall’intellettuale allo spirituale. Il film inizia con l’immagine di un bambino che riposa serenamente supino, con gli occhi chiusi. Successivamente veniamo trasportati in paesaggi fittizi, nature morte e figure. Insieme alla musica, gli acquerelli prendono vita creando un’atmosfera tranquilla e coinvolgente che invita a scomparire in un attimo di abbandono.
Vanishing, di per sé, significa “scomparire improvvisamente e completamente” oppure, in termini matematici, “diventare zero”. Op de Beeck è affascinato dai momenti in cui, come esseri umani, diventiamo per un attimo nulla o nessuno — quando lasciamo andare la nostra comprensione linguistica, logica e razionale del mondo e scivoliamo in uno stato di perdita del sé e di atemporalità.
Hans Op de Beeck: ha tenuto importanti mostre personali istituzionali in numerose sedi, tra cui: GEM Museum of Contemporary Art, L’Aia, Paesi Bassi (2004); MUHKA Museum of Contemporary Art, Anversa, Belgio (2006); Centraal Museum, Utrecht, Paesi Bassi (2007); Towada Art Center, Giappone (2008); Galleria Borghese, Roma (2009); Hirshhorn Museum and Sculpture Garden dello Smithsonian, Washington, USA (2010); Kunstmuseum Thun, Svizzera (2011); Centro de Arte Caja de Burgos, Spagna (2011); Butler Gallery, Kilkenny, Irlanda (2012); Kunstverein Hannover, Germania (2012); Tampa Museum of Art, USA (2013); Harn Museum of Art, Gainesville, USA (2013); FRAC PACA, Marsiglia, Francia (2013); MIT List Visual Arts Center, Cambridge, USA (2014); MOCA Cleveland, USA (2014); Sammlung Goetz, Monaco di Baviera, Germania (2014); Screen Space, Melbourne, Australia (2015); Le 104, Parigi, Francia (2016); Kunstmuseum Wolfsburg, Germania (2017); Fondazione Pino Pascali, Polignano a Mare, Italia (2017); Kunstraum Dornbirn, Germania (2017); Museum Morsbroich, Leverkusen, Germania (2017); Scheepvaartmuseum, Amsterdam, Paesi Bassi (2018); Kunsthalle Krems, Krems an der Donau, Austria (2019); Amos Rex Museum, Helsinki, Finlandia (2022); Nordic Watercolour Museum, Skärhamn, Svezia (2024); Royal Museum of Fine Arts Antwerp, Anversa, Belgio (2025).
Ha inoltre partecipato a numerose collettive presso istituzioni quali: Museo Reina Sofía, Madrid, Spagna; Scottsdale Museum of Contemporary Art, Arizona, USA; ZKM, Karlsruhe, Germania; MACRO, Roma, Italia; Whitechapel Art Gallery, Londra; MoMA PS1, New York, USA; Musée National d’Art Moderne – Centre Pompidou, Parigi, Francia; Wallraf-Richartz Museum, Colonia, Germania; Hangar Bicocca, Milano; Hara Museum of Contemporary Art, Tokyo, Giappone; 21C Museum, Louisville, Kentucky, USA; The Drawing Center, New York, USA; Kunsthalle Wien, Vienna, Austria; Shanghai Art Museum, Shanghai, Cina; MAMBA, Buenos Aires, Argentina; Haus der Kunst, Monaco di Baviera, Germania; Museo d’Arte Moderna di Bologna, Italia; Kunstmuseum Bonn, Germania; State Hermitage Museum, San Pietroburgo, Russia; Den Frie Centre of Contemporary Art, Copenaghen, Danimarca; Royal Museum of Fine Arts, Bruxelles, Belgio; Frankfurter Kunstverein, Francoforte sul Meno, Germania; Museum Kunstpalast, Düsseldorf, Germania; Tate Modern, Londra, Regno Unito.
Il suo lavoro è stato presentato in eventi artistici internazionali quali la Biennale di Venezia; la Biennale di Shanghai, Cina; la Triennale di Aichi, Giappone; la Biennale di Singapore, Singapore; la Biennale di Kochi-Muziris, India; Art Basel / Art Unlimited, Basilea, Svizzera; la Triennale di Setouchi, Shodoshima, Giappone; la Triennale di Bruges, Belgio; la Biennale di Lione, Francia.
Hans Op de Beeck - Danse Macabre
a cura di Angel Moya Garcia
opening 11.4.2026, ore 11.00-19.30
11.4.2026 – 25.10.2026
Info utili
Inaugurazione: 11 aprile 2026 (ore 11.00-19.30) ingresso libero
Orari di visita: giovedì-venerdì ore 14.00-18.00, sabato – domenica ore 15.00-19.00, oppure su appuntamento: € 10,00
nel biglietto è incluso anche l’ingresso alle opere permanenti
Informazioni e prenotazioni
Biglietteria SPE
Via di Vorno, 67 Vorno, Capannori (LU)
0583 971125
biglietteria@delloscompiglio.org
Addetta stampa Associazione Culturale Dello Scompiglio
Angelica D’Agliano
339 8077411 0583 971612
Di: Hans Op de Beeck
Produzione Distribuzione: A cura di Angel Moya Garcia
Fonte: Angelica@delloscompiglio.org
Pubblicato il: 22/04/2026 da Enrico Maria Chellini








