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Le notti di Cabiria

Il film premiato con il II° Oscar

Le notti di Cabiria

datafilm Neoralismo

Italia

Regia di Federico Fellini. Interpreti: Giulietta Masina, Franco Marzi, Francois Périer, Amedeo Nazzari, Dorian Gray, Aldo Silvani. 

“Se ‘ Le notti di Cabiria’ di Federico Fellini fossero una novella o un romanzo, non sarebbe davvero difficile indicarne le origini tutte letterarie delle avventure di questa prostituta romana; e per giunta di una letteratura non nuova né di buona lega. Sorella minore, anzi nipote e pronipote della Sonia di Dostoievski e della Fantine di Victor Hugo, purtroppo nient’affatto imparentata alla tanto più autentica Moll Flanders di De Foe, Cabiria non ci dice niente di nuovo, anzi ci costringe a frugare tra i nostri ricordi come tanti archeologi di fronte ad un pezzo di stile composito e di dubbia provenienza. Senonché ‘Le notti di Cabiria’ è un film ; e bisogna andarci piano prima di prendere sul serio i contenuti letterari del cinema:ciò che in un romanzo è inaccettabile, sullo schermo può benissimo essere legittimo. Il risultato più positivo del film, al quale del resto sembra tendere la struttura frammentaria del racconto, tenuto insieme soltanto dalla figura della protagonista, è la creazione del personaggio di Cabiria. Questa volta Fellini ha messo da parte la filosofia spicciola, l’esistenzialismo confuso dei film precedenti s’è limitato a ridurre la materia della sua ispirazione, così quella letteraria come quella documentaria, alla misura di una figura umana. La quale, benché composta di non più di tre elementi, la cinica professione, l’ingenua speranza di una vita migliore e l’arrogante pudore con il quale la professione viene ostentata, e la speranza dissimulata , ha pur tuttavia una sua unità ed autonomia. I singoli aneddoti di cui si serve Fellini per costruire pezzo per pezzo questo personaggio sono di valore diverso. Fellini ha un suo originale e acre sentimento di quella che chiameremmo la sub-vita, ossia l’esistenza ai suoi gradi più umili e più disperati. Così la borgata dove abita Cabiria, le rive rognose del Tevere, la passeggiata archeologica con la sua sordida popolazione notturna, il Divino Amore, strana mescolanza di fede campagnola e di curiosità cittadina, sono tutte cose osservate con verità anche se in maniera talvolta cruda e impietosa. Già più letteraria e convenzionale, nonostante l’innegabile bravura del regista, è la lunga sequenza del teatro di varietà. Meno felici e persuasivi il night club e la villa dell’attore nonché certe notazioni sentimentali del finale. Però il film è la storia di un personaggio, e così esso si sostiene anche e soprattutto sull’interpretazione che di questo personaggio ci dà Giulietta Masina. Clownesca, disinvolta, patetica e aggressiva, la Masina è tanto più ammirevole in quanto spesso sembra reggersi per conto suo, più equilibrata e più accettabile della storia stessa che non manca di sforzature e di inverosimiglianze”. 
Alberto Moravia “L’Espresso” 13.10.1957.

(1)Pubblicato su Primo Piano, supplemento al quindicinale Piazza Grande di Arezzo, n.78 del 15.12.1990 a cura di Massimo Palazzeschi.



 


Di: Federico Fellini

Fonte: Massimo Palazzeschi

Protagonisti: Giulietta Masina, Franco Marzi, Francois Périer, Amedeo Nazzari, Dorian Gray, Aldo Silvani

Pubblicato il: 16/05/2010 da Massimo Palazzeschi

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