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PATRICK DE GAYARDON... ICARO


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Appuntamento

"Dedico la mia vita allo studio per migliorare la sicurezza di tutti, per capire, in sintonia con la natura, quali sono i limiti dell'uomo. Per conoscerli e superarli." <br><br> Un Ulisse del nostro tempo, navigatore nell'ignoto senza fretta e senza tregua. Come l'eroe dantesco si Ŕ spinto oltre ogni limite conosciuto, sfidando il pericolo con due armi: scienza e audacia. Con il volo planato, intuito, studiato e sperimentato personalmente, Ŕ stato capace, durante una caduta libera senza paracadute, di rientrare nello stesso aereo da cui, chilometri pi¨ in alto si era lanciato. <br><br> Lunedý 13 aprile 1998, alle isole Hawaii, durante un lancio di allenamento, Patrick De Gayardon Ŕ morto. Ora Ŕ un mito, e come Icaro resterÓ per sempre nel cuore di chi lo ha stimato quale navigatore temerario in una meravigliosa esistenza tesa all'ignoto. <br><br> Cadere nel vuoto Ŕ giÓ volare... provare per credere! <br><br> "Marco da dietro mi modella con le sue mani il sorriso aprendo meccanicamente nel senso della larghezza le labbra, capisco che vuole che io salti sorridente (da 4000 metri!?), una specie di rito. Gambe all'aria sotto la pancia dell'aereo, falso mega sorrisone, sguardo a sinistra e mentre alzo il pollicione al pilota siamo giÓ gi¨... ho gli occhi aperti... una sola sensazione intensa, emozionante, stiamo cadendo a duecento chilometri orari (circa cinquanta metri al secondo). Il mio istruttore dall'alto mi corregge leggermente la posizione; Ŕ incredibile vedo il mare, le montagne e l'isola D'Elba, ben riconoscibile per via del suo contorno. L'aria, prepotente mi costringe ad una respirazione difficile... meccanica... pensata... ma Ŕ soprattutto a causa delle emozioni. Marco durante la caduta mi gira prima da un lato e poi dall'altro, vedo tutto l'orizzonte, a 360 gradi, e pi¨ volte. Il mio autista mi fa cenno di ok con il suo pollice che intravedo sulla mia testa (Ŕ un lancio in tandem, due uomini con lo stesso paracadute); ho la forza ed il coraggio di intendere prontamente e di rispondere nello stesso modo. Comunque vorrei avere giÓ i piedi per terra. Sono passati circa sessanta secondi... improvvisamente... un gran colpo; uno scossone su tutto il corpo, un gran casino prontamente ultimato con la perfetta apertura del paracadute". <br><br> Se non viene un infarto... poi ci si sente un dio! Morale conclusiva: l'audacia condita da una buona dose di entusiasmo...: vivere secondo la filosofia di Ulisse. <br><br>


Di: GABRIELE LA ROVERE

Fonte: http://www.1aait.com/larovere

Pubblicato il: 11/01/2004 da Gabriele La Rovere

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