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Preoiezione del film "Guido che sfido le Brigate Rosse" 2006

Incontro con l'auture Giuseppe Farrara intervistato da Massimo Palazzeschi

Preoiezione del film

cinema Presentazioni

data: 04/08/2010, Arezzo

Al telefono è il Beppe cordiale di sempre; un toscano che sta a Roma da trent'anni e mi chiede di proiettare, nell’incontro al circolo Aurora di Arezzo, il film su Guido Rossa, "Guido che sfidò le Brigate Rosse", il sindacalista comunista della CGIL, che fu ucciso dalle BR a Genova il 24 Gennaio 1979. 
Rossa aveva avuto il coraggio di denunciare un operaio che faceva il postino delle BR e distribuiva i volantini con la stella a cinque punte nelle fabbriche. Pagò caro questo suo atto coraggioso: un commando della colonna terroristica genovese, con a capo Riccardo Dura, lo uccise la mattina presto mentre stava per recarsi in fabbrica a lavorare. Fu drammatico anche lo svolgersi dell'attacco: Rossa era stato colpito dalle prime raffiche di mitra alle gambe e sperava in un gesto dimostrativo, invece il capo del commando, Dura, si avvicinò al finestrino della sua auto per finirlo con un colpo al cuore. 
Lo sdegno del Paese fu grande e Rossa divenne il simbolo del coraggio di opporsi al terrorismo, di stroncare sul nascere la simpatia che le BR riscuotevano in alcune frange della classe operaia. 
Il suo sacrificio dimostrò che le BR volevano solo la destabilizzazione dello stato ed erano contro la classe operaia. A Guido Rossa sono state dedicate in questi anni vie e piazze d'Italia. L'allora Presidente della Repubblica Sandro Pertini gli conferì la medaglia d'oro al valor civile alla memoria. 
Nel film di Beppe Ferrara Guido Rossa è interpretato da Massimo Ghini, mentre Gian Marco Tognazzi interpreta Dura, il capo delle Brigate Rosse. Nel cast troviamo inoltre Anna Galiena che impersona Silvia, la moglie di Rossa. Mattia Sbragia interpreta Moretti, la mente delle BR e Elvira Giannini è Fulvia Miglietta, la brigatista compagna di Dura. Il film, che ha per produttore Carmine De Benedittis per la Pianeta Spettacolo, è stato girato interamente a Genova sui luoghi veri dove Rossa ha vissuto e dove è stato ucciso, in nome di quel "realismo" tanto caro al regista di Castelfiorentino. Anche la famiglia Rossa è stata coinvolta: la figlia Sabina, nel dare il consenso al film, ha dato importanti suggerimenti a Ferrara per ricostruire la personalità di suo padre. 
Il film, che è stato proiettato molto nei festival, con un solo passaggio televisivo in tarda serata, non ha avuto il successo che merita, anche perché poco visto: si conferma, ancora una volta, la scarsa attenzione del mondo cinematografico e televisivo verso un personaggio come Giuseppe Ferrara, un vero maestro del cinema italiano. In un paese dove tutti sono capaci di piegare la schiena e allinearsi al potente di turno, l’onestà intellettuale, l’integrità e l’impegno politico e civile di Ferrara andrebbe riconosciuto e premiato di più. E’ di questi giorni la notizia che Ferrara non riesce a terminare una fiction televisiva con Tomas Milian perchè il produttore, dopo settimane di lavorazione, non ha ancora pagato né lui e né il resto della troupe. Ferrara, con gli altri lavoratori, ha aderito ad uno sciopero organizzato dalla CGIL spettacolo. Avvicinandosi agli ottanta anni, invece di ritirarsi a vita privata, ha ancora una verve invidiabile, una immutata voglia di fare e di raccontare il suo lavoro, una coerenza di vita che è un esempio per tutti nel mondo dello spettacolo.
Marzo 2010
( testi su Ferrara a cura di Massimo Palazzeschi)


Di: Giuseppe Ferrara

Fonte: Massimo Palazzeschi

Pubblicato il: 17/04/2010 da Massimo Palazzeschi

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