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Ricordo di Corso Salani

A 30 anni dalla tragedia di Ustica se ne va il grande protagonista de “Il Muro di gomma”

Ricordo di Corso Salani

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data: 09/09/1961, Firenze

E così, pochi giorni fa, mentre camminava sul lungomare accanto alla moglie, un malore improvviso ha portato via ( a 48 anni) uno degli attori più interessanti del cinema italiano: Corso Salani. 
Il nome a più dirà poco, Corso Salani era un regista documentarista prestato a fare l’attore, ma per coloro che seguono il cinema italiano, Salani era “Rocco” de “Il muro di gomma”, il celebre film di Marco Risi del 1991 sulla tragedia di Ustica. Il 27 giugno del 1980, un DC9 dell’Itavia, con 81 passeggeri a bordo, partito da Bologna e diretto a Palermo, esplose in volo e precipitò in mare al largo dell’isola di Ustica. Della vicenda per anni si è occupato il giornalista del Corriere della Sera, Andrea Purgatori, di cui Salani rievoca il personaggio in una felice e intensa interpretazione.
Il film mette in luce le difficoltà( “il muro di gomma”) che incontra il giornalista, che capisce che le cose non stanno come recita la versione ufficiale , ovvero entra in campo, sempre più prepotente, l’idea che il DC9 dell’Itavia sia stato abbattuto da un caccia della Nato, che lo aveva scambiato per l’aereo libico che trasportava il Colonnello Gheddafi.
Nella scia del successo del film, Corso Salani, assieme al regista Marco Risi, partecipò ad un incontro sulla pellicola a Pergine Valdarno nel 1993. Risi e Salani parlarono a lungo del cinema d’inchiesta, di verità, che piaceva molto al pubblico, stanco dei continui depistaggi del potere politico, travolto, allora, dalla vicenda di “Mani pulite”.
“Il Muro di gomma” è molto coinvolgente, emoziona: Marco Risi era stato molto bravo nel dirigerlo e Corso Salani aveva portato sullo schermo un personaggio vero, onesto , che si vorrebbe abbracciare e ringraziare per quello che ha fatto.
Salani, alto, magro, era un toscano doc, di Fiesole, e aveva quell’accento fiorentino così marcato che a me faceva sentire subito come uno di casa. Ci siamo visti purtroppo solo quella volta, anche se al telefono ci siamo sentiti anni dopo per sapere come andava . C’era l’idea di rivedersi per un incontro sul documentario di cui lui era un regista esperto. D’altronde, a 48 anni, il tempo ancora dovrebbe essere clemente, ma è andata così. Ciao Corso.
19.6.2010
 


Di: Massimo Palazzeschi

Fonte: Massimo Palazzeschi

Pubblicato il: 26/06/2010 da Massimo Palazzeschi

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