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Robert De Niro e il suo Tribeca Grill a New York

Robert De Niro e il suo Tribeca Grill a New York

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data: 01/03/1997, New York U.S.A.

Fa freddo a New York. Sotto il grande androne del’Empire State Building sulla 5° Strada sta nevicando e i taxi sono intasati: New York è la città dei taxi, ma quando il tempo si fa brutto non bastano mai e bisogna attendere un po’. Abbiamo appuntamento alle 19,30 al Tribeca Grill, il ristorante di De Niro, con un commensale d’eccezione, il regista Ulu Grosbard, che ha diretto il grande Bob ne “L’Assoluzione”, accanto a Robert Duvall e in “Innamorarsi” , con partner Meryl Streep. 
De Niro, ci racconta Grosbard, abita qua, a Tribeca, il quartiere nella zona sud di Manhattan, abbastanza vicino alla statua della libertà, splendida e luminosa nella sua isoletta sulla baia del fiume Hudson. 
Tribeca confina con il Greenwich Village o Village, come dicono gli americani, la zona degli artisti, degli studenti; si deve prendere la Greenwich Street e al 375 siete arrivati. Beh, N.Y. ha il suo fascino nell’insieme, è una città che sprigiona energia, voglia di vivere, dove la gente corre sempre, ma nei singoli edifici, noi che siamo abituati a quelli europei, alla perfezione di stili ed epoche, lascia un po’ perplessi. 
Lasciamo il marciapiede in cemento e fatti tre o quattro gradini entriamo dentro in quello che noi chiameremmo senza ombra di dubbio “un capannone”, ed infatti il ristorante di De Niro è un ex fabbrica dismessa di siderurgia, con ancora le colonne a mattone vivo tipiche delle fabbriche degli anni Venti, di quelle delle comiche di Stanlio e Ollio viste tante volte. I tavoli sono messi accanto alle colonne, in uno mi sta aspettando Ulu Grosbard, con la moglie Rose Gregorio, un’ affermata attrice di cinema e di televisione. 
Il salone principale contiene la sala da pranzo e la cucina, mentre al secondo piano ci sono gli uffici di De Niro e una sala di proiezione per i clienti del “Tribeca”, dove ogni sera vengono proiettate pellicole scelte dall’attore. Grosbard mi rivela una cosa su di lui: De Niro, ahimé qualcuno ci avrà creduto, non proviene dalle strade di New York, non ha avuto la gioventù difficile di tanti suoi personaggi interpretati sullo schermo, ma è, al contrario, proveniente da una famiglia borghese benestante, con il padre Robert sr. , che era un affermato pittore, un nome nell’ambiente artistico, prima del successo clamoroso del figlio che gli era attaccatissimo. Il vecchio De Niro è morto due anni fa e, mi dice Grosbard, che Bob ne ha sofferto moltissimo, tanto che ha riempito il suo ristorante dei quadri del padre, facendolo diventare un museo permanente in suo onore. 
Un suo schizzo, delle tracce di pennello su una tela, è diventato il logo del ristorante, riprodotto nelle cartoline ricordo che vanno a ruba a e sono preda dei tanti ammiratori che vi si recano con la speranza di incontrarlo. 
Usciti dal locale, a pochi passi, c’è una panetteria, che è stata acquistata dall’attore e che viene gestita da persone di fiducia, perché De Niro c’è affezionato fin da piccolo, è uno di quei negozi dove si recava tante volte quando era ragazzo e che ha voluto mantenere, salvare dalla chiusura. Anche la sua abitazione è vicina: me la indica Grosbard; un centinaio di metri più o meno dal suo ristorante: uno si aspetta chissà quale grattacielo, quale lussuosità ed invece no, la zona è modesta, borghese, ma non sfrontata, luccicante come la quinta.
L’attore abita in un attico di una palazzina grigia di quattro piani che si mimetizza bene con le altre; accanto a lui, in un altro appartamento, vive Harvey Keitel, altro attore di rilievo e grande amico di De Niro. 
Ve li ricordate entrambi, agli inizi, in Taxi Driver del 1976, diretti dall’altro amico Martin Scorsese? De Niro interpretava l’autista di taxi e Keitel il laido sfruttatore della baby prostituta Jodie Foster. 
L’aver fatto la gavetta insieme ha cementato l’amicizia fra i due attori che ora vivono vicini. Inutile cercare di suonare, di chiedere, Bob non vi riceverà, magari lo vedrete sbucare all’improvviso dalla porta del ristorante per mangiare qualcosa e andare di sopra nei suoi uffici. 
Per questo motivo la porta del Tribeca Grill è sempre guardata a vista, giorno e notte, dai tanti ammiratori di Robert De Niro, il più grande, ci dicono, ed è difficile, credo, dargli torto.


Di: Massimo Palazzeschi

Fonte: Massimo Palazzeschi

Pubblicato il: 24/10/2005 da Massimo Palazzeschi

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