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Tutti pronti a salire sul carro degli agricoltori

Paradossi del consumatore confuso.

Tutti pronti a salire sul carro degli agricoltori

dabar Società

data: 10/02/2024, Europa

Scoppiata la rivolta degli agricoltori in tutta Europa, si fa viva anche in Italia e come da consuetudine son tutti pronti a montare sopra il carro del vincitore mediatico di turno, l’agricoltore; no fosse che poi chi plaude, per la maggior parte fa la spesa la super mercato, complice del maggior parte dello spreco alimentare, link un interessantissimo articolo ANSA 

Uno spreco che viene comunque pagato da qualcuno, o dal consumatore o dal produttore, il super mercato comunque non ci rimette, calcola che se acquista una partita di prodotto proveniente da un luogo remoto, una parte che arriva da buttare è pagata, una parte che verrà buttata è pagata.

La corsa al ribasso fa perdere di interesse l’origine del prodotto, quindi la qualità, senza considerare l’impatto ambientale che ha il prodotto a basso costo nel trasporto e nella conservazione, un costo ecologico enorme rispetto al diesel che si vorrebbe togliere dai campi italiani ed europei.

Se poi una si sofferma a guardare cosa mette la maggior parte delle persone nel carrello, nota che la maggior parte dei prodotti è confezionati in cartone e sacchetti di plastica, a costi esorbitanti se confrontati con un prodotto fresco preso a peso.

Qui viene da pensare alle tonnellate di rifiuti gettati che nella maggior parte dei casi è costituita dalla confezione del prodotto comprato e dal prodotto gettato comprato in surplus; si perché poi si nota che il fantomatico risparmio, spesso viene riassorbito dalla quantità acquistata e poi gettata perché comprata in eccesso o di bassa qualità.

Il consumatore plaudente, si rifiuta di spendere un minimo in più per godere di un buon prodotto, convinto di essere furbo e diligente nel non farsi fregare; si rifiuta di perdere un minimo di tempo per recarsi dove si trovano prodotti locali, convinto che la sua qualità di vita sia nel falso servito e riverito di un super mercato.

Il risultato è che il consumatore è disposto a pagare oro un prodotto scadente, cattivo e insano pur di restare nella sua comfort zone di illusioni, dove i lupi non mangiano le pecore e gli ungulati non distruggono i raccolti, i cacciatori sono cattivi, gli agricoltori sono cattivi, gli allevatori creano l’effetto serra e il consumo del territorio dei centri commerciali dove viene venduta merce proveniente dall’altra parte del mondo, ma con le colonnine per le auto elettriche, salvano il pianeta.

Per come la vedo io, le manifestazioni sono per far prendere coscienza di questi paradossi; non puoi pensare all’ecologia se programmi un economia prodotta altrove in maniera da non vedere il danno; il danno c’è ed è maggiore.

Una cosa è certa ‘la politica più incisiva non la fai quando voti, ma quando compri’; bene invito i consumatori plaudenti a diventare consumatori consapevoli, investite nella qualità di quello di cui dovrete godere, altrimenti è un sopravvivere con spazzatura gettata dall’alto; se volete aiutare gli agricoltori, comprate prodotti locali, l’impatto ambientale sarà sicuramente minore di un prodotto che ha viaggiato per mezzo mondo.

Compriamo meno, compriamo meglio, non sprechiamo; saremo più ricchi tutti, ma soprattutto godremo delle nostre scelte; i soldi e il tempo speso sarà un investimento per la nostra qualità della vita.


 


Pubblicato il: 10/02/2024 da Enrico Maria Chellini

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