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PANGIALLO

DICEMBRE: SAPORI E PROFUMI DAL MONDO

PANGIALLO

dabar Gusto


In questi giorni si percepisce chiaramente che la "febbre natalizia" è iniziata. Mi correggo: la smania è aumentata soltanto, perché i primi panettoni e torroni sono apparsi sugli scaffali dei supermercati già a ottobre, insieme alle zucche e ai dolcetti di Halloween. Passeggiando per Roma si può assistere a uno spettacolo incredibile: migliaia di luminarie fredde, abbaglianti, a dir poco ipnotiche, macchine parcheggiate in tripla fila davanti ai negozi letteralmente presi d'assalto dalla gente, paurosi babbi natale gonfiabili dallo sguardo torvo, rumore assordante di musiche false e stonate. Ma Natale è Natale e tutti i buoni (o falsi) propositi sfumano via - interminabili abbuffate da star male per una settimana, regali sfavillanti e ammiccanti (perché dimostrare il nostro amore non ha prezzo), rifiuti di ogni genere ammassati agli angoli delle strade per liberarci della noia e dell'inquietudine dell'anno che finalmente sta per finire. Fermiamoci un poco, tutti quanti. Spegniamo telefonini, televisioni, radio, computer. Riscopriamo il piacere di stare Insieme. Assaporiamo il buon cibo con moderazione e condividiamolo. 
Quest'anno non ho voglia di comprare "Panettoni & Co.": nei negozi c'è una varietà di scelta a dir poco imbarazzante che mi causa le vertigini. Mi sono rifugiata nel profumato silenzio della mia cucina e ho iniziato a preparare il Pangiallo, un dolce natalizio genuino e gustoso tipico del Lazio. La preparazione è semplice. Dal momento che ogni Natale cambio qualche ingrediente, se volete divertirvi un po' tra i fornelli questa è la ricetta del 2010: 

- 600 g di mandorle, noci, nocciole e pinoli sgusciati
- 100 g di uva sultanina (fatta ammorbidire in acqua o liquore)
- 50 g di scorza d'arancia candita
- 150 g di cioccolato fondente grattuggiato 
- 6 cucchiai di zucchero di canna integrale
- 200 g di farina 
- 400 g di miele
- 20 g di lievito di birra sciolto in acqua tiepida
- 1 cucchiaino di cannella macinata
- ½ cucchiaino di zafferano
- ½ cucchiaino di noce moscata grattugiata

Fate scaldare il miele a fuoco molto basso, senza portarlo a ebollizione. In una ciotola amalgamate tutti gli altri ingredienti; quindi aggiungete il miele caldo e mescolate bene con un cucchiaio di legno. Con le mani inumidite date all'impasto la forma di una piccola pagnotta e mettetela su una teglia ricoperta con carta da forno oleata. Fate riposare per un'ora, quindi cuocete nel forno preriscaldato a 180° per circa 35-40 minuti. Vi consiglio di non mangiarlo subito: il vostro pangiallo acquisterà sapore con il passare dei giorni. 

Lo sapevate che...
Le origini del Pangiallo sono molto antiche: ai tempi della Roma precristiana era usanza distribuire questo "pane dolce" durante la Festa del Solstizio d'Inverno in quanto considerato un buon augurio per favorire il ritorno del Sole. Ogni anno nella seconda domenica di dicembre a Guidonia Montecelio (Roma) si celebra con la Sagra del Pangiallo questo prelibato dolce.


Di: Lidia Vignola

Fonte: Lidia Vignola

Pubblicato il: 02/12/2010 da Lidia Vignola

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